EMOZIONI CHE LASCIANO IL SEGNO

By A&P

Articolo Signore in Circolo

La prima cosa che ci ha incuriosito di Simona è l’incongruenza tra il suo lavoro e la sua passione. Infatti il primo titolo pensato per questo articolo è stato “Anche i commercialisti hanno un’anima”.

 

Tutto questo fino a che non siamo riuscite a conoscerla e a scoprire chi sia davvero. Simona è una donna che ha avuto il coraggio di trasformare le sue fatiche e le sue emozioni, non sempre positive, in qualcosa di bello come le sue opere d’arte e forte come i materiali che utilizza.

Articolo di signore in circolo su Simona Ripamonti

ASCOLTO

Di Anna Sala

Dedicata alla scultura Ascolto di Simona Ripamonti

Parole note,
parole,
note.
Musica conosciuta,
trita,
ritrita,
stonata.
Tendo l’orecchio.
Non voglio sentire.
Voglio ascoltare.
Canzoni nuove,
melodie di rinascita.
E il vuoto
pian piano
si colma
d’oro.

Ascolto

CAMMINANDO

di Simona Ripamonti
Dedicati alla scultura Camminando di Simona Ripamonti

Camminando si vive
Camminando si sogna
Camminando si ascoltano melodie dolci e amare insieme
Camminando si guariscono le ferite
Camminando si assapora il caldo sole estivo
Camminando si guardano le stelle
Camminando si lasciano le proprie impronte

CAMMINO

Versi di Anna Sala
Dedicati alla scultura Camminando di Simona Ripamonti

Cinque passi,
una vita,
una donna,
ogni donna.
Un cammino che prende slancio da un punto fermo.
Un atto d’amore infinito e generosità incondizionata
che catapulta verso un destino
di impronte infuocate nell’anima.

Un passo verso la vita.
Occhi curiosi scrutano il mondo,
un cuore vivace si affaccia al futuro,
la vita è sorpresa.

Un passo verso l’amore.
Occhi ingenui studiano il percorso,
un cuore appassionato si regala all’altro,
la vita è conquista.

Un passo verso la realizzazione.
Occhi orgogliosi vedono i risultati,
un cuore appagato assapora gli attimi,
la vita è felicità.

Un passo verso il disincanto.
Occhi offuscati misurano la fatica,
un cuore stanco  si volta al passato,
la vita è mancanza.

Un passo verso di sé.
Occhi curiosi scrutano il mondo,
un cuore vivace si affaccia al futuro,
la vita è consapevolezza.

Il futuro è da colmare.

VIOLINO

Poesia di Anna Sala 
Dedicata alla scultura Violino di Simona Ripamonti

Un violino lontano,
lontano nel tempo,
ieri o domani
non importa.
L’ombra di un suono,
sfumatura di ricordi,
e contorno di sogni.
Sinfonia di serenità,
melodia di abbracci,
vibrazione di sguardi.
Un’ eco si sentimenti
di dolcezza…
di pace.

Percezioni oltre la memoria

di Federica Boràgina

 

L’occhio curioso che scruta le sculture di Simona Ripamonti è subito rapito dalla specificità della materia. Superfici di marmo, levigate, talvolta lucenti e uniformi, talaltra opache e percorse da venature; presentate in forme armoniche, fluide e sinuose, che richiamano alla mente bottiglie, vasi e birilli.

Lo sguardo le percorre con facilità e leggerezza, senza trovare ostacoli, senza doversi arrestare. Dalla cima alla base, correndo nelle insenature e scivolando sulle curve fino a dilatarsi sul pavimento, dove l’ombra di quelle forme, resa con una lamina di ferro, si materializza.

La sinuosità di queste forme si ritrova, con maggior ariosità, anche nelle sculture da soffitto, composte da varie essenze di legno, la cui calda porosità lascia emergere pigmenti dorati, come dorata è la loro ombra, che, magicamente, le ancora al soffitto.

Sui muri, invece, la materia e la forma si moltiplicano in materiali diversi e altrettante forme. La serie Visioni propone delle composizioni quadrate nelle quali si avvicendano motivi decorativi, di influenza giapponese, stampati su legno colorato, e la vibrante matericità della ceramica raku.

L’incontro con l’osservatore è ora privato della fluidità delle forme scultoree osservate prima, è piuttosto coinvolto da una costante frammentazione della porzione visiva, repentinamente interrotta dalla decorazione e dalla convivenza di forme opposte. Lo sguardo non si amplia, ma procede di fronte, lineare, penetrando quella sequenza di piani che concede l’illusione di un panorama lontano.

Nel continuare lo sguardo dell’osservatore è chiamato a farsi sempre più attento. Ancora marmo (e non solo) nell’installazione Il cammino della vita, ma con discrezione. Non basta guardare, bisogna osservare e anche ascoltare quel che la materia, silenziosamente, ha da raccontare. L’installazione è composta da scarpe di forma, misura e materiale diversi, alle quali Ripamonti ha applicato un tacco in marmo. Ogni scarpa abita una porzione di spazio che racconta il percorso fatto. In apertura e chiusura due impronte di piedi scalzi: l’una di un bambino, l’altra dell’artista.

 

Questo rapido itinerario visivo fra le forme e i materiali che caratterizzano le opere esposte in mostra rivela un sotteso elemento comune che lega ogni forma e ogni materiale. L’esercizio e la ricerca di Simona Ripamonti possono essere letti attraverso la categoria della memoria. Non si pensi al ricordo nostalgico, ma piuttosto alla memoria come elemento della percezione, punto di raccordo dell’antico dualismo fra corpo e spirito, così come proposto da Henri Bergson in Materia e memoria.

Come sosteneva il filosofo francese la percezione è un’azione simile al ritagliare un’immagine parziale dalla realtà che dura un istante e che, nel tempo, è arricchita e modificata da altre percezioni, cioè da altri ritagli di realtà. L’accumulo di queste immagini, la loro stessa stratificazione, caratterizzate da una durata più lunga, costituiscono la memoria. In questo senso, la mente umana compie una selezione sulla realtà e, seppur talvolta inconsciamente, sceglie cosa ricordare.

 

Ora, le sculture di Simona Ripamonti, la scelta del materiale, il disegno della forma sono il risultato di un lungo esercizio di azione sulla realtà, di un incontro ravvicinato e compromettente, di una percezione che non si accontenta di diventare memoria, ma sceglie nuove forme, nuove materiali per essere di nuovo realtà.